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Noi esseri umani abbiamo a che fare con l'esperienza solo attraverso la mediazione dei nostri simboli linguistici e cognitivi, per cui viviamo la nostra realtà sempre come realtà-pensata, etichettata con i nostri concetti. Con l'esercizio ci è possibile osservare i meccanismi mentali che ci fanno dare significati all'esperienza, e, se non sono congruenti alla nostra idea di come vogliamo essere, possiamo occuparcene e fare scelte interpretative o di vita diverse.
Se per abitudine abbiamo un linguaggio giudicante, ci allontaniamo dall'esperienza. La confrontiamo alla nostra immaginazione di come dovrebbe essere invece, nel giudicarla, e preferiamo questa versione a quel che percepiamo. Il mio non è un invito a non farlo, ma ad accorgerci quando lo facciamo, e quindi della nostra autoreferenzialità: è abbastanza buffo, liberatorio, vivere senza pretendere che le cose vadano come ci piacerebbe.
Tragedia, in greco antico, significa il canto del capro. Ci sono tante
tragedie vere, nel mondo; quelle di cui ci occupiamo giorno per giorno non
sempre lo sono davvero, ma il disagio e la sofferenza che sentiamo è reale.
Ora, se mi sento a disagio: questo è un segnale che mi comunica il giudizio
che sta dando la mente della situazione in cui mi trovo. Ma abbiamo altre
risorse: possiamo fare di meglio che lamentarci, prenderci cura dei nostri
desideri e bisogni, primo fra tutti quello di star bene in una società
pacifica.
La capra è un animale, nelle favole russe e tedesche, che si lamenta: se
perfino lei impara a cantare, ci riesce chiunque. Mi identifico molto con la
capra: per l'oroscopo cinese sono nata nell'anno della capra  il mio
percorso, tanti anni fa, è iniziato imparando a cantare e superando la mia
tendenza al lamento e all'autocommiserazione. Per riuscire a lamentarci
dobbiamo credere ai giudizi che diamo, identificarci con essi: ipnotizzarci,
per cosí dire, e non vedere cosí tutto il bello che nel frattempo ci
perdiamo.
Ludovica Scarpa ha conseguito il titolo di Dr. phil. presso la Freie
Universität di Berlino, è Kommunikationstrainerin, ha studiato ipnosi
transpersonale e programmazione neurolinguistica a Berlino e psicologia
della comunicazione ad Amburgo. E' docente di Teorie e Tecniche di
comunicazione e trattativa e di Antropologia culturale all'Università
Iuav di Venezia.
Ludovica Scarpa è l'ideatrice dei percorsi formativi che troverete in queste pagine.
Ludovica Scarpa, una persona, e quindi irrequieta: studio a Venezia
(storia dell'architettura), ricerche a Berlino; lì dottorato (alla Freie
Universität, "Dr.phil"), poi un ulteriore studio ad Amburgo
(Kommunikatiospsychologie). Forse per via di geni un poco scompagnati: è un
ibrido, una nonna nata a Bucarest, una a san Paolo, una bisnonna di Vienna.
Ma per altri versi tranquilla e determinata a farne qualcosa, di tutti
questi studi: la cultura deve servire a qualcosa, a capire il mondo e se
stessi, il nostro "sistema" di esseri umani. E se capiamo qualcosa, allora
siamo diversi, cambiamo, e ci comportiamo diversamente.
Tra le altre cose utilizza in modo pratico le metafore, che prende molto sul
serio. E i concetti, che sono strumenti mentali: così si può andare a
vedere come ci si sente, se nel prossimo futuro si va di là o invece di qua,
con le passeggiate psicogeografiche; o abituarsi ad osservare il proprio
assegnare significati a tutto, con lo strumento mentale di sua invenzione
dello sguardo etnografico. Lavora dalla parte dell'immaginazione, e
preferisce vedere risorse, e cose che vogliono essere risolte o fatte,
invece che problemi.
Per avere l'impressione consolante di capire le cose, e per riuscire a
condividerle, scrive.
Oggi vive una irrequietudine di ordine geografico - si è distribuita nel
territorio, un poco a Berlino, un poco sull'isola, a Malamocco (Venezia), un
poco in Maremma. E ogni volta che parte si dice "vado a casa".
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Ludovica Scarpa
Tipologia: incontro
"Criticare" diceva il filosofo Michel Foucault "è una delle cose più facili che gli esseri umani sanno fare". La nostra società, a cominciare dalle piccole cose quotidiane, in
famiglia come sul lavoro, è segnata dalla diffidenza, dall'ansia, dalla
frustrazione.
Altre informazioni: pubblicato da Ponte alle Grazie, 2011; ISBN 1; 1 pagine
con una introduzione di Vito Mancuso, Collana Campo dei Fiori. prezzo di copertina 19,50
Altre informazioni: pubblicato da Fazi editore, 2011; ISBN 1; 423 pagine
Altre informazioni: pubblicato da Cortina Raffaello , 2010, ill., brossura, Cortina Raffaello ; ISBN 1; 306 pagine